OMAGGIO A SERGIO ZAVOLI

Sergio Zavoli In attesa di ricevere il premio-dono.

OMAGGIO A SERGIO ZAVOLI

Sergio Zavoli, uno dei maestri della televisione, del giornalismo e della cultura italiana, è morto martedì 4 agosto, all’età di 96 anni. Scrittore, giornalista e conduttore d eccelse qualità, si è sempre distinto per il suo modo originale, concreto ed elegante nel proporre le sue iniziative di spettacolo, di cronaca, di intervista. Al di là delle sue doti eccelse che sono state documentate e decantate dai maggiori organi di  stampa e televisivi che ne hanno descritto anche con dovizia di particolari la sua biografia, noi vorremmo raccontare di uno Zavoli diverso, inedito per certi versi. Nel 1998 lasciò una manifestazione a Napoli che lo vedeva protagonista con tanti personaggi importanti, per correre a Pietrelcina, dove era stato invitato a ritirare il premio “Padre Pio da Pietrelcina”. Pur annunciando  agli organizzatori l’impegno già assunto precedentemente e quindi la mancanza della sua presenza alla manifestazione in onore del santo di Pietrelcina, con grande meraviglia degli astanti e dello staff, il grande giornalista e conduttore televisivo arriva puntualmente nell’allora sala del pellegrino “Mary Pyle” per ritirare il riconoscimento. “Mi ha spinto, lo confesso, la curiosità a lasciare quel mondo in cui sono solito frequentare per capire e vivere un fatto nuovo e insolito per me”. Queste le prime parole che ha proferito al suo arrivo. Poi si è lasciato andare ad esternazioni che ancora oggi risultano una sorte di testamento spirituale anche se Zavoli si definisce agnostico. La descrizione del Crocifisso come l’Uomo dalle braccia larga e accogliente e il racconto del suo vivere in continua  ricerca della verità e del senso più profondo della vita sono sembrate delle vere e proprie confessioni pubbliche aprendo il suo cuore all’intimità del suo cammino. A conclusione del suo intervento:

“E’ vero che i tempi sono difficili, le prove da superare sono dure, ma abbiamo due pericoli dai quali dobbiamo egualmente guardarci: dalla disperazione senza scampo e dalla speranza senza fondamento. Ecco, voi questa sera con questo dono, che avete avuto la bontà di offrirmi, siete un fondamento di quella speranza, almeno per me. Vi ringrazio!

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