PONTE OMAGGIA PADRE PIO

PONTE A PADRE PIO

Il 4 maggio scorso la comunità di Ponte, piccolo paese della provincia di Benevento, ha accolto in modo esemplare le reliquie del santo di Pietrelcina. Monsignor Michele De Rosa, Vescovo di Cerreto Sannita – Telese – S. Agata dei Goti, ha officiato le celebrazioni nella Parrocchia “Santa Generosa Martire” di Ponte per l’arrivo delle reliquie di San Pio da Pietrelcina. Don Alfonso Calvano, parroco della comunità di Ponte, ha organizzato l’evento religioso in collaborazione con l’Associazione Amici di Padre Pio” in occasione delle celebrazioni del Cinquantesimo Anniversario della erezione a parrocchia della Chiesa “Santa Generosa M.”.

L’accoglienza dinanzi alla grotta della Madonna di Pompei, dove un nutrito gruppo di devoti, con tanti bambini e gruppi parrocchiali, tra i quali ricordiamo l’ANSPI e la Caritas Diocesana, hanno dato il loro benvenuto al santo stigmatizzato. Vi erano anche le autorità civili, il sindaco di Ponte, e militari, i carabinieri e la polizia urbana. Ad accompagnare il reliquiario, contenente le croste delle stigmate di Padre Pio e raffigurante il santo di Pietrelcina che, come il Cireneo, porta la croce sulle spalle e il Cristo trionfante e risorto, sono stati i confratelli cappuccini del Frate, p. Riccardo Fabiano e p. Emidio Cappabianca. Accanto al reliquiario scultoreo, un piccolo quadretto con un guanto appartenuto e indossato dallo stesso santo.

Le reliquie sono state trasferite in chiesa in processione e i segni dell’accoglienza e dell’affetto della comunità si sono palesati anche con l’addobbo dei balconi e le vie del paese dei colori del benvenuto facendo pregustare l’aria della festa e della gioia.

I giorni di permanenza delle reliquie sono stati intensi di manifestazioni, di momenti di meditazione e di preghiera, con una partecipazione molto sentita e numerosa. Anche i giorni feriali di lavoro e di scuola non hanno scoraggiato i devoti a partecipare all’evento.

Commovente è stata la Santa Messa officiata da p. Emidio Cappabianca, che ha visto la partecipazione di tutte le scuole della comunità. Come pure la Celebrazione officiata da mons. Salvatore V. Giuliano, presidente UPC, dedicata agli infermi e ai loro assistenti è stata emozionante e coinvolgente, soprattutto quando si è amministrato il sacramento dell’unzione. Ispirata poi la omelia che ha tratteggiato il valore della sofferenza e dell’amore in Padre Pio e l’insegnamento del suo cammino spirituale.

Padre Antonio Colicelli, dell’opera romana pellegrinaggi, con i suoi momenti di riflessione e con la sua presenza ci ha fatto rivivere il senso del cammino e della ricerca spirituale riferendosi all’esempio dell’amato padre e della Madonna, e con amore paterno ha voluto essere partecipe dell’evento fino all’ultimo istante, sentendosi parte integrante della comunità e rendendosi disponibile per tutte le esigenze di accoglienza e di servizio.

 L’apoteosi si è avuta poi nel giorno del commiato con il cardinale Salvatore De Giorgi, membro della Congregazione per il Clero, del Pontificio Consiglio per i Laici, del Pontificio Consiglio per la Famiglia e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che ha officiato la concelebrazione Eucaristica in modo solenne. Nel corso della Messa vi è stata la cerimonia di vestizione dei nuovi Araldi di San Pio da Pietrelcina, che hanno ricevuto il mantello distintivo proprio dalle mani del cardinale.

Altre manifestazioni hanno segnato la cinque giorni dell’evento reliquie a Ponte: la processione aux flambeau, le manifestazioni canore del soprano russo Elena Martemianova e del M° Rino Oliva, che hanno dato qualità e spessore culturale all’evento.

Il momento del saluto poi un rituale che si ripete e che fa venire sempre i brividi: sulle note di un canto dedicato a Padre Pio, i tanti fazzoletti bianchi sventolati al vento come segno di saluto e i tanti occhi madidi di lacrime per l’emozione, sono stati segni sono arrivati certamente sino al cielo che non hanno dato solo vita all’attimo ma, sicuramente, hanno generato l’attimo alla vita.

Un cenno di encomio bisogna fare ai tanti giovani e meno giovani che hanno aiutato il parroco Don Alfonso Calvano e che hanno fatto diventare l’evento di per se già importante in un evento straordinario.

In ultimo un plauso va al pastore e alla guida della comunità di Ponte, Don Alfonso Calvano, responsabile della Caritas Diocesana di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, il quale ha voluto fortemente questo momento non solo per dare un segno concreto di testimonianza nell’anno del cinquantesimo della parrocchia e nell’anno giubilare della Misericordia, ma per scuotere le coscienze e sollevare i cuori della sua comunità affinché l’esempio vivo e concreto di Gesù Cristo nostro Signore, che si è fatto carne in San Pio da Pietrelcina, potesse investire tutti per un cammino di comunione spirituale, di aiuto reciproco e di conversione verso l’unica Via, la sola Verità, la vera Vita.


Arrivo delle Reliquie


Celebrazione con le scuole, con gli ammalati e unzione degli infermi e momenti canori e musicali.


Celebrazione della giornata finale


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